Pillole filosofiche: Lego Movie, il nuovo 1984 di George Orwell

Un dittatore onnipotente tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini: telecamere di sorveglianza poste in tutta la città monitorano le azioni di ogni individuo, frasi e canzoni propagandistiche del governo vengono ripetute in continuazione per influenzare le masse, mentre la polizia è sempre attiva per mantenere l’ordine.

Se non ve ne siete accorti sto descrivendo 1984, il famoso romanzo distopico di George Orwell, ma allo stesso tempo sto parlando anche di Lego Movie, il film prodotto dalla Warner Bros sugli omonimi mattoncini da costruzioni per bambini. Ad una prima occhiata sembra solo un normalissimo film d’animazione. Tuttavia qualsiasi spettatore, prestando un po’ di attenzione, può facilmente cogliere le analogie che ci sono tra le due opere. Come dite? Non riuscite a vederle? Tranquilli, ve le mostro io tra poco, ma prima un po’ di storia.

Cos’è una distopia?

Secondo l’Oxford English Dictionary, il termine fu coniato nel 1868 dal filosofo John Stuart Mill. La parola deriva dal termine utopia, inteso come il luogo dove tutto è come dovrebbe essere. Distopia è quindi l’esatto opposto, cioè un luogo del tutto spiacevole, indesiderabile, dove nessuno vorrebbe mai vivere.

Quasi tutti i romanzi distopici presentano una serie di caratteristiche comuni. Più precisamente, possono essere individuati due filoni narrativi principali: il primo di essi rappresenta società future in cui il potere dell’autorità (politica, religiosa, tecnologica, ecc.) pretende di controllare ogni aspetto della vita umana; il secondo invece rappresenta o la distruzione del vivere civile o una sua massima degradazione dovuta a catastrofi globali, per lo più causate dall’uomo. In realtà esiste anche un terzo filone, che in un certo senso si pone a metà tra i primi due e predilige la rappresentazione di determinate società umane sull’orlo del disastro: in questo caso la fine della civiltà viene avvertita come imminente.

Nel nostro caso è sufficiente prendere in esame solo il primo filone narrativo, che presenta generalmente le seguenti caratteristiche:

  • è presente una società gerarchica, in cui le divisioni fra le classi sociali (o caste) sono rigide e insormontabili;
  • la propaganda del regime e i sistemi educativi costringono la popolazione al culto dello Stato e del suo governo, convincendola che il proprio stile di vita è l’unico (o il migliore) possibile;
  • il dissenso e l’individualità sono visti come valori negativi, in opposizione al conformismo dominante. Si assiste a una depersonalizzazione dell’individuo.
  • lo Stato, oppure le corporazioni hi-tech, o una congregazione religiosa, sono spesso rappresentati da un leader carismatico adorato dalla gente e oggetto di culto della personalità;
  • il mondo al di fuori dello Stato è visto con paura e ribrezzo;
  • il sistema penale comprende spesso la tortura fisica o psicologica;
  • agenzie governative o paramilitari (come una polizia segreta) sono impegnate nella sorveglianza continua dei cittadini. La sorveglianza può essere sostituita anche da potenti e avanzate reti tecnologiche;
  • il legame con il mondo naturale non appartiene più alla vita quotidiana.

“Everything seems awesome”

Ora che sapete cos’è una distopia, mettetevi comodi, prendete un pacchetto di patatine, una bibita gassata e guardate nuovamente il film. Fatto? Avete visto qualche punto in comune tra il film e il romanzo? Se non avete ancora notato niente, allora lasciate che vi aiuti a vederli.

Big Brother vs Presidente Business:

manifesto lord business

Nel romanzo compare la figura del Grande Fratello, un potente dittatore che controlla tutto e tutti. Nel film invece abbiamo il carismatico Presidente Business, che rispecchia esattamente la precedente figura: entrambi hanno il controllo del governo, di tutte le corporazioni, delle forze dell’ordine e dei mass media. Entrambi vogliono mantenere ordine e controllo assoluto. Se qualcuno si oppone al regime del Grande Fratello viene sistematicamente “cancellato” dall’esistenza, mentre nel caso del film viene catturato e bloccato in uno stato di ordine permanente grazie all’arma segreta del presidente: la Kragle, una speciale supercolla.

Propaganda e controllo della popolazione:

Nel romanzo la maggior parte dei cittadini vive in fatiscenti palazzi “alveare” e la loro vita è regolata dai dogmi imposti dal Ministero dell’Amore, attraverso il quale il governo impone la propria ideologia. Non può certamente essere ignorato il famoso manifesto di propaganda del regime, che riporta il volto del leader e la celebre frase “Big Brother is watching you!” e viene continuamente ripetuto per tutta la città, attraverso cartelloni pubblicitari, programmi radio e TV.

In Lego Movie, in modo molto parodistico, il presidente Business utilizza i medesimi mezzi: tutti i cittadini devono seguire le regole imposte dai manuali distribuiti dal governo del presidente, guardare gli stessi programmi televisivi ed ascoltare (ma soprattutto cantare) sempre la stessa canzone (“È meraviglioso!”).

Infatti nel film vediamo i cittadini che abitano in palazzi tutti uguali e, seguendo il manuale, salutano i vicini di casa tutte le mattine, si lavano sempre i denti e comprano il caffè più costoso. Tutto questo sorridendo sempre. Nel film compare per qualche istante anche un manifesto di propaganda con la foto del presidente e la scritta “I’ve got my eye on you!“, chiaro omaggio al romanzo di Orwell.

Il protagonista e la sua storia:

Il protagonista del romanzo, Winston Smith, è un impiegato del governo che, ad un certo punto, prende coscienza della situazione e decide di ribellarsi al regime: inizia a scrivere su un diario segreto, s’innamora della giovane Julia e collabora insieme a lei con un’organizzazione clandestina opposta al regime chiamata “La confraternita“.

La storia del protagonista di Lego Movie, Emmet Brickowski, è leggermente simile. Emmet inizialmente segue le regole come tutti, fino a quando non trova un particolare mattoncino chiamato “il pezzo forte“. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente: s’innamora della bella Wildstyle, entra in contatto con gli oppositori al regime del presidente, i mastri costruttori, che promuovono la libertà e la creatività e lo convincono di essere speciale.

Nel corso del film la mentalità di Emmet subisce un profondo cambiamento. Inizialmente rifiuta l’idea di essere speciale, continua a seguire le istruzioni per realizzare qualsiasi cosa, poi però cambia idea e dà libero sfogo alla sua creatività, salvando la situazione.

Sfortunatamente a Winston succede il contrario. Dopo essersi ribellato al regime, viene catturato e sottoposto a diverse torture. Subisce un vero e proprio lavaggio del cervello, che lo porterà ad accettare l’ideologia del regime e a vivere come tutti gli altri cittadini.

Come dite? Finalmente vi siete resi conto di queste analogie? Bene, sono molto fiero di voi! Spero che l’articolo vi sia piaciuto e vi invito a fare attenzione la prossima volta che guarderete un film per cogliere sottigliezze come queste. Non dimenticate di seguire il sito in attesa del prossimo articolo.