Giulia Boccia: da studentessa DISUCOM a insegnante di Lettere

Il nostro secondo appuntamento con la rubrica “How I Did It” è questa volta dedicato a Giulia Boccia, un’insegnante di ruolo, ex studentessa del DISUCOM, Dipartimento che le ha consentito di ottenere due lauree (Lettere Moderne e Filologia Moderna) e le ha dato il giusto slancio per intraprendere una carriera dedicata all’istruzione e all’affinamento delle proprie conoscenze. Una degna rappresentate di un gruppo di studenti universitari che, annualmente, l’Università degli Studi della Tuscia si preoccupa di formare e introdurre nel circuito dell’Istruzione al meglio delle sue possibilità.

Insegnare è il mio sogno, quello per cui ho studiato, ho fatto sacrifici e mi sono impegnata al massimo”, ci spiega da subito Giulia, da poco ventinovenne e con ancora molti anni di scuola davanti… ora, però, lei è “dall’altra parte della barricata” e già da due anni ha cominciato ad approcciarsi con una tra le professioni più onerose ed onorevoli che ci siano.

Attualmente la neo immessa in ruolo si è dovuta trasferire in provincia di Latina, dove è stata inviata dopo aver vinto il Concorso docenti 2016 organizzato dal MIUR. Qui è insegnante di Lettere (Italiano, Storia e Geografia) alle Medie e ogni mattina la attendono circa 100 alunni: “Attualmente risiedo a Cori, un piccolo ambiente molto familiare. Insegno presso la scuola Ambrogio Massari dell’Istituto comprensivo Cesare Chiominto. Sono qui per svolgere il mio anno di prova e non nego di star affrontando dei sacrifici, come la lontananza dalla mia famiglia”.

Nonostante queste difficoltà – che purtroppo restano un esempio lampante di come la burocrazia sia in Italia una macchina ancora molto grezza e mal gestita – Giulia resta fermamente convinta della scelta del suo percorso, un cammino impegnativo cominciato proprio all’Università della Tuscia. È infatti presso il DISUCOM che la neo insegnante ha potuto scoprire la sua vera vocazione: “Già durante gli anni che ho trascorso presso il Liceo Classico Mariano Buratti avevo intuito quanto fossero per me importanti la scrittura e la Letteratura italiana, ma avevo inizialmente immaginato di diventare una giornalista. Poi però, nel secondo anno di università, gli esami di Didattica, Linguistica e Letteratura mi hanno fatto capire quanto sarebbe potuto essere bello insegnare. Il culmine è stato durante il TFA, il Tirocinio Formativo Attivo, dove ho avuto la mia prima esperienza diretta con gli alunni ed ho capito che era quello il mio posto”.

Immancabile è stata l’influenza positiva che alcuni docenti dei corsi di studio hanno avuto su di lei: “Ho bellissimi ricordi legati a molti professori, fra tutti Valerio Viviani, docente di Letteratura Inglese, che mi ha saputo appassionare tanto da scegliere di fare entrambe le tesi con lui. Mi ha fatto capire che un insegnante può essere sia esigente che vicino e comprensivo con i ragazzi, al punto da rendere le sue lezioni coinvolgenti e sempre attuali”.

Oltre a lui, Giulia ha avuto anche altri “Maestri” che le hanno permesso di affinare le sue conoscenze nel campo dell’istruzione. Tra questi ricorda Luigi Martellini, docente di Letteratura Italiana, Moderna e Contemporanea, che le ha trasmesso una fortissima passione per poeti e scrittori come Leopardi, Pavese e Montale, grazie a quelli che definisce “Dei bellissimi corsi, dove ho potuto comprendere la vera essenza di questi autori”; Paola Dalla Torre, docente di Storia e Critica del Cinema, che le ha aperto un mondo che conosceva poco ma al quale ora continua a essere molto legata; Danilo Poggiogalli, docente di Linguistica Italiana con il quale Giulia ha potuto avvicinarsi all’italiano a un livello più “tecnico”, comprendendo come la lingua di Dante e Manzoni sia un sistema in eterna evoluzione; infine Marco Paolino, docente di Storia Contemporanea, che ha potuto rincontrare anche durante il TFA, che ha saputo coinvolgerla facendole capire quali siano davvero i meccanismi che stanno dietro alla Storia.

scuola

L’Università della Tuscia, con i suoi docenti, mi ha fornito le conoscenze, le competenze e la voglia di mettermi in gioco e cambiare qualcosa”, continua poi a spiegarci Giulia, riuscendo a trasmetterci delle emozioni positive davvero palpabili, “Ammetto di non avere ricordi sempre piacevoli dei miei insegnanti di scuola. Alcuni mi hanno lasciato molto, e li ringrazio ancora oggi, altri invece si limitavano a svolgere il loro lavoro senza interessarsi troppo alle dinamiche della classe e senza essere particolarmente attenti alle emozioni degli alunni. Quando ho pensato di diventare docente ho avuto il proposito di essere diversa… spero di riuscirci. Voglio continuare a entrare in classe con il sorriso, a interessarmi ai ragazzi e trasmettere loro le mie passioni, senza però scavalcare mai il confine che c’è tra alunno e professore”.

Per lei, ma anche per molti altri colleghi e colleghe che ha incontrato in questi primi anni di esperienza “sul campo”, la scuola e la classe sono una sorta di seconda famiglia con la quale si condividono molte ore del proprio vissuto, e quindi anche emozioni e pensieri: “Il rapporto umano è fondamentale. I ragazzi non possono vedere la Scuola come una prigione e neanche gli insegnanti dovrebbero”.

Al netto delle sue esperienze, la neo docente ci spiega che fare l’insegnante non è però esattamente come se lo aspettava: “Oggi non si tratta solo di fare delle lezioni frontali come accadeva fino a qualche anno fa, ma di far sentire l’alunno al centro del processo di apprendimento. Esistono poi problematiche che un tempo venivano ignorate o delle quali non ci si occupava in maniera adeguata. Adesso, di contro, capita di eccedere con un buonismo che tende a mostrare una Scuola troppo semplificata. Bisognerebbe dare delle regole più chiare ai ragazzi, così che possano vedere nella Scuola una guida con dei valori, che possa mostrargli la strada da percorrere e un sogno in cui credere”.

Nonostante gli “imprevisti del mestiere”, Giulia ci confida che rifarebbe ognuna delle scelte che la hanno portata qui oggi, ma vuole anche dire agli studenti universitari con il suo medesimo obiettivo di dare il cento per cento: “Questo è un percorso lungo e impegnativo e anche io sono solo all’inizio. Incontrerete sicuramente persone che vi diranno di mollare. Non fatelo. Continuate a insistere anche quando sembra che altri vi stiano passando avanti. Continuate a credere nelle vostre ambizioni. Dando il massimo riuscirete a realizzarle”.