Quali sono le origini del presepe? Perché si fa? Siamo in prossimità del Natale e la domanda è più che lecita. Come tutti sanno, in tutte le località del mondo nelle quali si festeggia il Natale cristiano, si ricorda l’avvento di Gesù come Dio nel bambinello di Betlemme e si costruiscono queste rappresentazioni artistiche delle forme e fogge più varie che ricordano questo importante avvenimento storico. Nel presepio o presepe che dir si voglia (l’Accademia della Crusca permette entrambi i termini), sono raffigurati il bambino Gesù, la madre Maria e il padre Giuseppe con sullo sfondo l’asino e il bue, mentre i Re Magi vengono aggiunti nella raffigurazione il giorno dell’Epifania: il 6 gennaio.

È difficile datare il vero inizio di questa pratica anche se i documenti a noi pervenuti, fanno capire che già nel periodo paleocristiano nel giorno di Natale si esponevano immagini e raffigurazioni a carattere religioso che dopo il X secolo diventano sempre più diffuse in tutta l’Europa.

Pare che la raffigurazione più antica della Natività sia quella che si trova nelle Catacombe di Priscilla a Roma sulla via Salaria ed è datata attorno al III secolo dopo Cristo mentre il padre nobile, per così dire, della rappresentazione “tridimensionale” è senz’altro San Francesco d’Assisi. Il Santo infatti nel 1223 volle celebrare il Natale nel bosco di Greccio dopo che il 29 novembre, con la bolla Solet annuere, il Papa Onorio III aveva dato l’approvazione alla Regola dei frati Minori. Fu così che vennero portati nel luogo prestabilito un bue e un asino e sopra la mangiatoia, ivi predisposta, venne eretto un piccolo altare sul quale fu celebrata la Santa Messa. Quindi in questa “prima versione”, se mi è consentito usare il termine, non c’erano raffigurazioni o statue ma solamente la celebrazione dell’Eucarestia sopra un altare improvvisato sulla mangiatoia tra il bue e l’asino.

Successivamente poi quanto avvenuto nel bosco di Greccio fu di ispirazione per una rappresentazione della natività mediante immagini. Francesco morì infatti nel 1226, quindi solo 3 anni dopo, e nel 1228 il papa Gregorio IX lo canonizzò. La devozione verso il Santo, anche grazie all’opera dei frati Minori, si diffuse rapidamente, venne conosciuto anche l’episodio del Natale di Greccio e in molti vollero replicarlo diffondendone la pratica che piano piano divenne parte integrante della fede e della cultura popolare. La Chiesa è sempre stata attenta a simboli e segni soprattutto nei Sacramenti e nella liturgia. A tale proposito vennero favoriti soprattutto quelli che aiutavano la diffusione del messaggio evangelico tra i quali proprio il presepe che trova la sua centralità nella figura di Gesù.

Facciamo il presepe, credenti o meno non importa, perché fa parte della nostra tradizione, ma magari, soffermiamoci anche un attimo a pensare qual è il suo significato, soprattutto perché quel bambino è nato e qual è il messaggio di Amore e fraternità che è venuto a portare. Non potrà farci che bene. Santo Natale a tutti.

Alberto Krebel H.