Rara specie di felce acquatica salvata dall’Unitus

Rischiava di scomparire dalla faccia della terra ma per fortuna è salva, grazie a una collaborazione fra il Parco Regionale di Bracciano-Martignano e la Banca del Germoplasma dell’Università della Tuscia. Isoetes sabatina, piccola felce acquatica esclusiva del Lago di Bracciano da cui prende il nome, non sparirà. E questa è una fortuna. Perché quando una specie scompare dal pianeta non si può tornare indietro. Nel mondo esistono meno di duecento specie di Isoetes, felci dall’origine antica che, dall’inizio del Triassico, sono giunte ai nostri giorni adattandosi alla vita in ambienti acquatici o palustri. In Italia sono presenti solo nove specie, fra cui Isoetes sabatina, appunto, la felce che si trova solo nel Lago di Bracciano.

Si tratta di una felce di piccole dimensioni che vive sommersa a basse profondità (0,5-1,5 m) sul fondo sabbioso del lago. Nell’estate del 2017, però, ha rischiato seriamente di scomparire dal nostro pianeta. A causa della estrema siccità e in seguito al drastico abbassamento del livello delle acque del lago (fino a quasi 2 m) causato dalle eccessive captazioni, il suo habitat è progressivamente scomparso e, di conseguenza, la sua popolazione è diminuita fino quasi all’estinzione. Da questa emergenza è nata la collaborazione fra il Parco Regionale di Bracciano-Martignano e la Banca del Germoplasma dell’Università della Tuscia di Viterbo.

Quale piano è stato messo in atto? Nel mese di giugno sono state raccolte alcune piante spiaggiate o affioranti dall’acqua sempre più bassa; da queste sono state raccolte le spore che hanno permesso di riprodurre Isoetes sabatina in laboratorio, in vitro, in ambiente controllato. A oggi circa 300 piccole felci stanno crescendo nella Banca del Germoplasma della Tuscia per essere poi reintrodotte nel loro habitat all’interno del lago. ‘’Saranno reintrodotte nel lago quando si sarà ristabilita la condizione ottimale’’ ha spiegato la Dottoressa Sara Magrini della Banca del Germoplasma che si sta occupando delle Isoetes e che ha permesso loro di non estinguersi. Ma cosa sarebbe successo se questa popolazione si fosse estinta? ‘’Estinguersi significa scomparire completamente – ha proseguito la Magrini – questa piccola popolazione del Lago di Bracciano è l’unica al mondo, se fosse scomparsa, sarebbe scomparsa una intera specie da tutto il pianeta. Senza possibilità di tornare indietro’’.

Si è trattato di un intervento di urgenza. I prossimi step del progetto: monitorare le condizioni del lago con cadenza periodica e trovare il punto giusto per la reintroduzione delle 300 piccole felci cresciute in laboratorio.