Facebook: linea dura dalla Germania, cala l’utilizzo nei giovani

I tempi cambiano, e, con il nuovo anno, sembra che anche i Social non riescano più a stare al passo.

L’ultimatum lanciato dalla Germania al colosso di Zuckerberg – che impone a Facebook di eliminare entro 24 ore le fake news e i post offensivi – è ormai agli sgoccioli e presto i 7.500 controllori dell’azienda di Menlo Park dovranno fare i conti con qualcosa di decisamente più grande di loro. Come è stato già evidenziato in passato, l’infinita distesa di immagini, articoli e post prodotti dagli oltre due miliardi di iscritti al Social, è già stata oggetto di molte controversie. Dalla censura alle interferenze politiche, il giudizio su cosa sia falso e cosa sia vero è qualcosa di estremamente aleatorio e di parte; basti pensare ai tanti discorsi di Trump sul clima, personaggio che può contare su una squadra di scienziati pronti ad avvallare le sue tesi.

Il governo tedesco, che presto potrebbe essere seguito anche da altri, prevede delle multe fino a 50 milioni di euro per ogni mancata rimozione entro il tempo limite. Come se non bastasse, le recenti accuse degli ex dirigenti del social network hanno messo in discussione l’effettiva utilità di Facebook e dei suoi simili, asserendo che questo tipo di condivisione e fruizione del web non farebbe altro che isolare le persone e aiutare la diffusione di falsità. Le vittime maggiori, nonostante la poca fiducia riposta dagli adulti nei più giovani, sarebbero però le persone tra i 30 e 55 anni, i più attivi e i più creduloni. Tutti questi “acciacchi”, mostrati dalla piattaforma digitale, potrebbero essere i primi segni di un cambiamento della vita digitale, che da qualche tempo sembrava essere diventata più importante di quella reale. Il ritorno alla “vita in piazza” e a uno scambio dal vivo di opinioni è però un traguardo ancora lontano. Tuttavia, ci fanno ben sperare i giovani, disillusi e forse saturi di quello stile di vita che ha caratterizzato le giornate dei loro genitori.

Stando agli ultimi dati raccolti da più ricerche, e oggi presentati su alcuni quotidiani, le nuove leve sarebbero molto meno avvezze all’utilizzo di Facebook e affini. Al contrario, i più giovani starebbero riscoprendo la lettura dei libri (quelli di carta), una pratica che, nel 2017, è stata portata avanti solo da un’italiano su sei. Non manca, però, un crescente disinteresse per la Politica, che secondo i neo-elettori sarebbe ormai superata, vecchia e ridondante. Difficile dargli torto visti i chiari di Luna che si prospettano per il futuro.

Potrebbero essere questi i primi raggi di luce di una nuova Società e una prima, interessante prova l’avremo a marzo, con le elezioni governative e la classe 1999 chiamata per la prima volta al voto. Sarà l’alba di una nuova generazione?