Oggi è la giornata della memoria 2018. Oggi si ricordano le vittime dell’Olocausto che oltre sessant’anni fa è stato perpetrato da uomini “sani” di mente che scientemente e scientificamente hanno progettato e realizzato lo sterminio di un interno popolo oltre che di tutti quelli non ritenuti in linea con il concetto di pura razza ariana: ebrei, rom, Sinti, omosessuali…

È il giorno 27 gennaio del 1945; le truppe sovietiche entrano nel campo di Auschwitz posto vicino alla cittadina di Oświęcim nella Polonia meridionale. È il giorno 27 gennaio 1945 e si scopre l’orrore.

Ad Auschwitz, e in molti altri campi di sterminio i nazisti hanno ucciso, gasandoli, milioni di persone. Il procedimento nella sua lucida follia era estremamente efficiente: le persone venivano fatte entrare nei locali docce, al loro interno veniva pompato del “zyklon b”, un gas a base di acido cianidrico che provocava la morte per asfissia e successivamente i cadaveri venivano bruciati nei forni crematori.

Il generale Dwight D. Eisenhower, che poi sarà presidente degli Stati Uniti, quando visitò i campi di concentramento, ordinò che venisse scattato il maggior numero di fotografie, che venissero fatte tutte le riprese possibili alle cataste dei corpi, alle baracche, alle suppellettili, alle divise, agli strumenti di tortura e ad ogni cosa.

Pretese che i cittadini tedeschi delle città vicine fossero condotti a vedere con i loro occhi e fossero costretti a sotterrare i morti.

Egli affermò: “Che si abbia il massimo della documentazione possibile, che siano registrazioni filmate, fotografie, testimonianze, perché arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”.

Primo Levi, scampato ad Auschwitz, in “Se questo è un uomo” afferma: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate.”
Tutti oggi, domani e ogni giorno abbiamo il dovere di ricordare affinché si possa affermare con forza e certezza: mai più.

Alberto Krebel H.