La malattia di Rosa da Viterbo: scienza e fede si uniscono in un incontro dedicato a Santa Rosa

Grande affluenza per l’incontro dedicato alla malattia della giovane Santa Rosa da Viterbo presso l’Aula Magna della sede di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia.

Il convegno, promosso dall’Ordine dei Medici, dalla Diocesi di Viterbo e dal monastero di Santa Rosa, ha visto la presenza di figure impegnate nel campo medico e della ricerca inerente la malattia della Santa patrona della città di Viterbo.

L’evento è stato presentato dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Viterbo, Antonio Maria Lanzetti, che ha salutato e ringraziato i relatori che nell’intero pomeriggio si sono occupati di presentare la parte scientifica dell’evento.

“La fede e la ragione sono come le due ali con il quale lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.”, così esordisce il Presidente Lanzetti, citando Papa Giovanni Paolo II, “Questa sera scienza e religione si uniscono insieme per cercare di trovare una spiegazione a quello che è stato un prodigio, un mistero, un miracolo di una ragazza affetta da una malattia che ancora oggi non riesce a far superare qualche anno di vita”.

Infatti, recenti studi sul corpo della giovane Santa hanno evidenziato che la piccola Rosa soffriva di una rara malattia caratterizzata in particolare dall’assenza dello sterno e da cardiopatia. Queste anomalie rientrano nel quadro clinico della Sindrome o Pentalogia di Cantrell, una patologia con elevate percentuali di mortalità infantile che colpisce la parete dell’addome, il muscolo Diaframma, il Pericardio, lo Sterno e il Cuore.Presente alla conferenza anche il Vescovo di Viterbo, Monsignor Lino Fumagalli, che nel suo intervento ha ringraziato i promotori, i relatori, i presenti e il rettore dell’Università di Viterbo, riprendendo poi il tema dell’incontro:

“Come ha fatto la piccola Rosa a sopravvivere diciotto anni? Come ha fatto ad impegnarsi per i poveri e i bisognosi, a sopravvivere in quelle difficili condizioni di freddo, subire un esilio per poi rientrare nella sua città natale?”

Con la moderazione del Responsabile di Redazione de “Il Messaggero” di Viterbo, Giorgio Renzetti, i relatori partecipanti hanno presentato i diversi aspetti della malattia, fino a soffermarsi sull’ultima ricognizione del corpo di Rosa da Viterbo. Lo studio del corpo ha ufficializzato le dolorose crisi respiratorie sofferte nell’arco dell’intera vita della Santa che, nonostante la giovane età e le limitazioni fisiche, rappresenta un esempio di coraggio, di una vita accesa dal fervore e dalla profonda fede.

“Sarà la scienza a stabilire se è scientificamente spiegabile o meno e spetterà, eventualmente, alla Chiesa analizzare il fenomeno nell’ottica della provvidenza, della fede o di un miracolo”, ha continuato il Vescovo.

Il convegno, come annunciato da Renzetti, ha lasciato ancora quel punto di domanda che caratterizza la storia della piccola Rosa, ma quella di oggi è stata un’occasione unica per condividere e sperimentare, anche in modo scientifico, la devozione per la giovane Santa da Viterbo.