Si è svolto ieri mattina il secondo incontro del ciclo “Primavera in Gradi“, riguardo l’importanza della centralità dell’uomo nella Comunicazione Digitale.

Federico Badaloni, unico relatore della conferenza e collaboratore del Gruppo Editoriale L’Espresso, è già un volto noto al Disucom, grazie alle conferenze da lui tenute lo scorso anno.

Grande narratore, oltre a divulgare contenuti interessanti trasversali ai corsi di laurea riesce anche rompere il ghiaccio, coinvolgendo il pubblico nella progettazione di una partita a scacchi, che userà come metafora per introdurre il discorso.

Il fulcro della conferenza è la figura dell’Architetto Digitale, o User Experience Designer, il cui compito è progettare un medium fruibile su varie piattaforme a seconda delle necessità dell’utente, che è sempre al centro dell’attenzione.

Le varie fasi del processo di creazione
Le varie fasi del processo di creazione

Il processo di creazione inizia e finisce infatti con il confronto tra il Designer e l’utente, che viene prima intervistato sulle sue necessità e che infine testa il prodotto concluso; il fallimento del test, sebbene non auspicato, è ben accolto in quanto rappresenta una possibilità di crescita.

Nel corso della conferenza si tocca anche l’importante tema della Net Neutrality, concetto protagonista delle cronache di fine 2017 ma risalente alla fine del XIX secolo, quando gli U.S.A. (lo stesso stato che, paradossalmente, ora ha deciso di abolirla) imposero alle stazioni telegrafiche di trasmettere i telegrammi in ordine di arrivo e non di rilevanza.

Questo stesso sistema è utilizzato dai quotidiani online come Repubblica.it, che ha recentemente implementato il sistema Rep, di cui Badaloni è stato uno degli Architetti, per segnalare al lettore l’ordine di importanza delle notizie e aiutarlo a comprenderle meglio.

Federico Badaloni
Il relatore della conferenza, Federico Badaloni

Mentre le notizie importanti per l’intera comunità sono facilmente riconoscibili tra quelle che arrivano ogni giorno in redazione, i contenuti importanti per una singola persona derivano da un’accurata osservazione della vita e delle scelte personali di quest’ultima, che vengono catturate da appositi algoritmi. Questi, segreti in quanto provvisti di valore commerciale spiega Federico Badaloni, presentano all’utente contenuti e pubblicità che dovrebbero suscitargli un interesse, e quindi una reazione.

Ci si muove quindi sempre più in fretta verso una società digitale incentrata sugli interessi dell’individuo, dove la macchina capisce l’uomo e non deve essere da lui capita prima essere utilizzata.